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In allegato i file dei protocolli sicurezza per le linee guida e la scheda di sintesi per la fase 2 dal 4 maggio 2020.

Inoltre la circolare 5443 sulle procedure di biosicurezza e decontaminazione anche in ambiente non sanitario (p.to 4 all. 6 DPCM 26/4/2020)

Preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (p.to 6 all.  6 DPCM 26/4/2020)

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A distanza di qualche tempo dalla pubblicazione del Position Paper inerente la "Valutazione della potenziale relazione tra l'inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione dell'epidemia da Covid-19", la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) annuncia il ritrovamento del coronavirus SARS-Cov-2 sul particolato sospeso (PM), elementi che compongono l'inquinamento ambientale atmosferico. "È noto che il particolato atmosferico funziona da carrier, ovvero da vettore di trasporto, per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus", si legge sul paper pubblicato, prosegue spiegando che il carrier "costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni" ed inoltre "un’umidità relativa elevata può favorire un più elevato tasso diffusione del virus".

Il professor Alessandro Miani, presidente della Sima, indica come possibilità di prevenire il diffondersi di una nuova pandemia il monitoraggio atmosferico, testando la presenza di virus come il covid19.

"Si evidenzia una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10 Febbraio-29 Febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 Marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 Febbraio di 14 gg approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta)." Questo quanto emerge dai dati analizzati da SIMA e raccolti dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) e dai dati della Protezione Civile sui casi infetti nella aree in questione.

"I campioni sono stati analizzati dall’Università di Trieste in collaborazione con i laboratori dell’azienda ospedaliera Giuliano Isontina, che hanno verificato la presenza del virus in almeno 8 delle 22 giornate prese in esame. I risultati positivi sono stati confermati su 12 diversi campioni per tutti e tre i marcatori molecolari, vale a dire il gene E, il gene N ed il gene RdRP, quest'ultimo altamente specifico per la presenza dell'RNA virale SARS-CoV-2. Possiamo confermare di aver ragionevolmente dimostrato la presenza di RNA virale del SARS-CoV-2 sul particolato atmosferico rilevando la presenza di geni altamente specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele”, precisa Setti.

L’epidemiologo Prisco Piscitelli spiega: “Ad oggi le osservazioni epidemiologiche disponibili per Italia, Cina e Stati Uniti mostrano come la progressione dell'epidemia Covid-19 sia più grave in quelle aree caratterizzate da livelli più elevati di particolato. Esposizioni croniche ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico, come quelle che si registrano oramai da decenni nella Pianura Padana, hanno di per sé conseguenze negative sulla salute umana, ben rilevate e quantificate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, rappresentando anche un fattore predisponente a una maggiore suscettibilità degli anziani fragili alle infezioni virali e alle complicanze cardio-polmonari. È arrivato il momento di affrontare il problema”. (fonte AGI)

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Martedì, 21 Aprile 2020 07:29

LAMPADE GERMICIDA. Attenzione!

Il Portale degli Agenti Fisici ha inviato una email agli utenti per porre attenzione ad una diffusione pericolosa dell'uso di lampade UV.

(Laboratorio di Sanità Pubblica dell'Azienda Sanitaria USL Toscana Sud Est (ex Azienda USL 7 Siena) con la collaborazione dell’INAIL e dell’Azienda USL di Modena)

Di seguito testo della email inviata:

Tra gli effetti collaterali della così detta “guerra” contro il corona virus gira da qualche giorno sui social la pubblicità di lampade germicida da utilizzare ovunque in casa ed al lavoro.

Vengono pubblicizzate come alternativa “ecologica” ai normali disinfettanti, in quanto i raggi UV sarebbero “naturali “ e sicuri. Vengono poi mostrati tutorial su come acquistare ed installare in maniera facile una lampada germicida in qualsiasi ambiente.

Quello che non viene colpevolmente detto in queste pubblicità ingannevoli è che le lampade germicida sono dispositivi estremamente pericolosi, in grado di produrre gravi danni alle persone inconsapevolmente esposte alla radiazione UVC da queste emessa. La radiazione UVC di per sé non può essere percepita dall’essere umano in quanto non dà alcuna sensazione termica e non è visibile Quindi se siamo esposti non abbiamo alcun modo di rendercene conto. Bastano pochi secondi di esposizione per provocare danni eritemali ad occhi e cute. Tanto maggiore è la durata dell’esposizione tanto maggiore è il danno arrecato.

Purtroppo gli effetti acuti non sono immediati ma emergono soltanto alcune ore dopo l’esposizione. Noi addetti alla prevenzione abbiamo visto lavoratrici ricoverate in ospedale con ustioni di terzo grado e che hanno abortito a seguito di ore di esposizione inconsapevole in laboratorio. Esposizioni accidentali provocate da lampade accese per sbaglio, per distrazione…abbiamo visto sportivi ustionati da lampade germicida installate negli spogliatoi di palestre, abbiamo visto infermiere ricoverate con danni eritemali gravi per lampade germicida incautamente accese in sale operatorie.

Inoltre va ricordato che la radiazione UV è un CANCEROGENO CERTO PER L’UOMO – per tumori oculari e cutanei, così come classificata dalla IARC (agenzia internazionale di ricerca sul cancro). Il cancro può insorgere decine di anni dopo l’aver subito un danno acuto o a seguito di esposizioni croniche protratte negli anni.

Negli ospedali e nei laboratori di analisi dove vengono sistematicamente utilizzate questo tipo di sorgenti, per prevenire danni da esposizioni inconsapevoli delle persone, il personale dovrebbe essere stato addestrato al corretto utilizzo delle lampade e gli ambienti dove sono attive lampade germicida dovrebbero essere segnalati con cartelli di pericolo; inoltre tutte le entrate dovrebbero essere collegate a sistemi automatici che in caso di apertura involontaria, spengono le sorgenti; tutto questo per evitare qualsiasi esposizione accidentale, anche momentanea, alla radiazione UVC.

Per piacere evitiamo che questa pubblicità ingannevole nella guerra al virus mieta vittime incrementando per giunta ulteriormente il carico di lavoro dei nostri ospedali.

 

Un documento per l’uso sicuro delle lampade germicide è scaricabile dal sito del Portale Agenti Fisici www.portaleagentifisici.it alla sezione Radiazione Ottiche Artificiali – documentazione

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Domenica, 22 Marzo 2020 18:41

Portatore sano e isolamento

portatore sano Individuo che ospita dei microrganismi patogeni senza presentare alcuna sintomatologia morbosa: si tratta di soggetti particolarmente resistenti (di solito grazie a una immunità acquisita precedentemente), nei quali i microrganismi vivono come saprofiti. I p. s. hanno molta importanza dal punto di vista epidemiologico perché possono infettare altre persone che frequentano senza nessuna precauzione, ignorando di essere p.: è particolarmente grave la presenza di p. s. tra gli addetti a determinate mansioni (cuochi, personale sanitario, insegnanti), che possono provocare delle vere e proprie epidemie. Per tale motivo nelle categorie sopradette si attuano screening per individuare i germi potenzialmente infettanti. (Definizione dizionario medico Treccani)

Protocollo di isolamento emanato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità.

1. Mettere il portatore sano in una camera singola e ben ventilata ( cioè, con le finestre aperte e una porta aperta)

2. Far limitare il movimento del paziente in casa e minimizzare lo spazio condiviso con gli altri membri della famiglia. Assicurarsi che gli spazi condivisi (ad esempio, la cucina, il  bagno) siano ben ventilati (ad esempio, tenere sempre le finestre aperte).

3. I membri della famiglia dovrebbero stare in una stanza diversa e, se ciò non è possibile, mantenere la distanza di almeno 1 m dal paziente (ad esempio, dormire in un letto separato).

4. Limitare il numero di operatori sanitari. Che idealmente, dovrebbero seguire un paziente che è in buona salute e che non ha sottostanti malattie croniche o immunodepresse.

Non autorizzare visite fino a quando il paziente non è più un portatore di virus, con un tampone negativo per il Covid-19 e non ha segni e sintomi di malattia.

Effettuare per tutti l'igiene delle mani dopo qualsiasi tipo di contatto con il paziente o con l'ambiente circostante. La pulizia delle mani, con acqua e sapone, deve essere effettuata anche prima e dopo la preparazione del cibo, prima di mangiare, dopo l'uso della toilette e quando le mani sembrano sporche.

5. Quando si lavano le mani con acqua e sapone, è preferibile utilizzare asciugamani di carta usa e getta per asciugare le mani. Se questi non sono disponibili, utilizzare asciugamani di stoffa pulita e sostituirli dopo usati.

6. Per contenere le secrezioni respiratorie del paziente, si deve fornire allo stesso una maschera chirurgica, che dovrà indossare il più possibile. i pazienti che non tollerano la maschera chirurgica, dovrebbero utilizzare una rigorosa igiene respiratoria, cioè la bocca e il naso dovrebbero essere coperti con un asciugamano di carta monouso durante la tosse o gli starnuti. Gli asciugamani di carta utilizzati per coprire la bocca e il naso devono essere  poi eliminati e se invece degli asciugamani di carta si usano fazzoletti di stoffa, questi devono essere puliti adeguatamente dopo l'uso (ad esempio, lavandoli in lavatrice con detersivo e acqua).

7. Gli operatori sanitari dovrebbero indossare una maschera chirurgica che copra la bocca e il naso quando si trovano nella stessa stanza del paziente. Le maschere non devono essere toccate o maneggiate durante l'uso. Se la maschera si bagna o si sporca di secrezioni, deve essere immediatamente sostituita con una nuova maschera pulita e asciutta. Rimuovere la maschera utilizzando la tecnica appropriata – cioè, non toccare la parte anteriore, ma invece slegarla da dietro. Gettare la maschera immediatamente dopo l'uso ed eseguire la pulizia delle mani.

8, Evitare il contatto diretto con i liquidi corporei, in particolare con le secrezioni orali( saliva) o respiratorie( muco), e le feci. Utilizzare sempre guanti monouso e la maschera quando si forniscono cure orali o respiratorie e durante la manipolazione di feci, urine e altri rifiuti. Effettuare sempre la pulizia delle mani prima e dopo la rimozione dei guanti e della maschera.

9. Non riutilizzare mai maschere o guanti già usati.

10. Per mangiare il paziente dovrà  utilizzare tovaglioli e utensili esclusivamente personali; questi oggetti devono essere sempre  puliti dopo l’uso, con la lavastoviglie o con la lavatrice.

11. Pulire e disinfettare tutti i giorni le superfici che vengono toccate nella stanza dove il paziente viene curato, come comodini, armadi ecc. Dopo aver usato un detergente per la pulizia deve essere anche usato un disinfettante per uso domestico contenente ipoclorito di sodio allo 0,5% .

12. Pulire e disinfettare le superfici di bagno e servizi igienici almeno una volta al giorno. Dopo aver usato il detergente per la pulizia, va usato anche qui un disinfettante contenente ipoclorito di sodio allo 0,5%.

13. Posizionare la biancheria sporca del paziente in un sacchetto di lavanderia. Non agitare la biancheria sporca ed evitare che i materiali del paziente entrino in contatto con la pelle e vestiti degli operatori. Pulire i vestiti del paziente, la biancheria da letto, gli asciugamani con una lavatrice  programmata a 60–90 °C  e dopo asciugare accuratamente.

14. I guanti e gli indumenti protettivi (ad esempio, i grembiuli di plastica) devono essere utilizzati dagli operatori per la pulizia delle superfici o per la manipolazione di indumenti o di biancheria sporchi di liquidi corporei. A seconda del contesto, possono essere utilizzati guanti di utilità o monouso. Dopo l'uso, i guanti devono essere puliti con acqua e sapone e decontaminati con una soluzione di ipoclorito di sodio allo 0,5%. Guanti monouso (ad esempio, nitrile o lattice) devono essere scartati dopo ogni uso. Eseguire la pulizia delle mani prima e dopo la rimozione dei guanti.

15. I guanti, le maschere e gli altri rifiuti prodotti durante l'assistenza domiciliare devono essere collocati in un cestino con un coperchio nella stanza del paziente prima di essere smaltiti come rifiuti infettivi.

16. Evitare qualsiasi  tipo di contatto con oggetti usati dal paziente (ad esempio, spazzolini, sigarette, utensili da mangiare, piatti, bevande, asciugamani, asciugamani o biancheria da letto).

E per ultimo. Quando gli operatori forniscono assistenza domiciliare, devono effettuare una attenta valutazione dei rischi di contagio per selezionare l'equipaggiamento di protezione più adatto per la protezione dal Covid-19.

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Sabato, 21 Marzo 2020 07:21

Sanitizzazione mascherine monouso

(fonte Agenzia Industrie Difesa - STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE)

DPI di protezione individuale monouso quali mascherine, in periodi di emergenza ed eccezionali, possono essere riutilizzare, ma SOLO se sanitizzate.

PREMESSE

Le indicazioni sono state fornite dalla Agenzia Industrie Difesa. Le presenti istruzionisi applicano esclusivamente per l'emergenza COVID-19 e solo per carenze di DPI causate dall'emergenza in atto.

MATERIALI

Soluzione idroalcolica al 70% (alcool 70°) con erogatore spray.

MODALITA'

  1. Prima della rimozione, lavaggio mani econdo indicazioni OMS (vedere immagine sotto)
  2. Preparare una superficie disinfettata con soluzione idroalcolica al 75-85% dove adagiare la mascherina.
  3. Togliere mascherina dagli elastici, evitando di toccarla internamente.
  4. Adagiare la mascherina sulla superficie disinfettata con la parte interna e la parte esterna verso l'alto, spruzzarla uniformemente con soluzione idroalcolica la 70%.
  5. Ripetere l'operazione dalla parte interna.
  6. Lasciare asciugare fino a completa evaporazione della soluzione (30 minuti circa, in base alla econdizioni ambientali). Non deve più sentirsi l'odore dell'alcol.
  7. Ripetere il lavaggio delle mani e riporre la mascherina in una busta di plastica non contaminata e chiudere accuratamente.

AVVERTENZE

Non riporre la mscherina su superfici non sanitizzate senza la protezione della busta sigillata.

La mascherina con evidenti alterazioni non è più idonea.

L'interno della mascherina non deve essere assolutamente toccato.

Procedure lavvaggio mani

lavaggio mani

 

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Venerdì, 13 Marzo 2020 08:32

Coronavirus, Conte firma il Dpcm 11 marzo 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sull'intero territorio nazionale.

In allegato il testo del decreto.

*****

 

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Giovedì, 12 Marzo 2020 11:09

Come preparare un disinfettante efficacie

Coronavirus, da scienziati Cnr disinfettante 'casalingo'. Virus Ko in 1 minuto

(fonte adn Kronos e Consiglio Nazionale delle Ricerche)

 

I preparati a base di candeggina o acqua ossigenata perdono efficiacia presto

RIPETERE LA PREPARAZIONE OGNI GIORNO - Guidotti avverte ancora che "le
soluzioni così diluite sono però poco stabili nel tempo, perdono cioè efficacia: le
soluzioni a base di candeggina o di acqua ossigenata vanno infatti preparate
giornalmente, mentre quella a base di alcol etilico dura anche una settimana".
"Perciò, é bene ripreparate queste soluzioni frequentemente e comunque tenerle lontane
dalla portata di bambini e sempre etichettarle una volta miscelate in bottiglia, ciò è
importantissimo per non confondere il contenuto del disinfettante con altri liquidi".

Per mantenere il potere disinfettante più a lungo è consigliabile preparare una soluzione con glicerina, in quanto il gel rimane più alungo sulle mani.

  • 833 ml di Alcool etilico 96°
  • 42 ml di Acqua ossigenata 3% (10 vol.)
  • 15 ml di Glicerina
  • Acqua q.b. per raggiungere 1 litro di prodotto

Allegato il file da scaricare con le indicazioni consigliate da alcuni ricercatori CNR

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Come indossare, rimuovere e smaltire in modo corretto una mascherina

(fonte Ministero della Salute)

È importante seguire alcune regole per indossare, rimuovere e smaltire in modo corretto una mascherina. Altrimenti questo dispositivo, usato per ridurre il rischio di contagio, “invece di proteggerci può diventare una fonte di infezione a causa dei germi che potrebbero depositarsi sopra”. Lo spiega l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un videotutorial pubblicato sul suo sito web.

1. Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone

2. Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non vi siano spazi tra il viso e la mascherina

3. Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se necessario farlo, pulire prima le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone

4. Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso

5. Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore); buttarla immediatamente in un contenitore chiuso; pulire le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone

Articolo sui DPI per le vie respiratorie

Quando va indossata la mascherina?

L’Oms raccomanda di usare la mascherina di protezione solo se si sospetta di aver contratto il nuovo Coronavirus e si presentano sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ci stiamo prendendo cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus. L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. L'uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.

Tipo di mascherina e livello di protezione

FACCIALI FILTRANTI ANTIPOLVERE (EN 149) 

Classe FFP3: protezione contro aerosol solidi e liquidi ( es. nebbie oleose e nebbie a base acquosa) altamente tossici in concentrazione fino a 50 volte il valore limite di soglia. Questa classe di protezione filtra le sostanze nocive cancerogene e radioattive e i microrganismi patogeni come virusbatteri e funghi
Utilizzi: Lavorazioni sui metalli pesanti con cromo, nichel e piombo. Smaltimento amianto e rifiuti tossici. Impiego di fibre di vetro. Industrie farmaceutiche e petrolchimiche. Questa classe di protezione offre la miglior barriera possibile contro virus e agenti patogeni.

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Martedì, 10 Marzo 2020 07:16

Spostamenti e autocertificazione

Quando va compilata l'autocertificazione?

Dipende dalla situazione e/o del personale che opera.
Potrebbe bastare averla dietro o trovare chi la vuole agli atti e quindi dovrebbe fornire il modello che verrà sottoscritto al momento e consegnato

Articolo La repubblica

ROMA - Il Decreto della presidenza del Consiglio emanato ieri prevede già per questa mattina il monitoraggio nelle "aree a contenimento rafforzato", tra le quali l'intera Lombardia e altre 14 province di Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Marche: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini in Emilia Romagna, Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli in Piemonte, Padova, Treviso e Venezia in Veneto. Da oggi le misure saranno estese all'intero territorio nazionale.

Ci sono limitazioni agli spostamenti, ma non c'è un divieto assoluto come era per le zone rosse. Per spostarsi per "esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute" è necessario presentare ai controlli certificazione che attesti il motivo per derogare alla direttiva di ridurre il più possibile il movimento da un'area all'altra (e con questo la diffusione del contagio). Le limitazioni riguardano le persone e non le merci.

Chi si sposta per esigenze motivate potrà presentare ai controlli un'autocertificazione. Il modulo è stato messo a disposizione dal dipartimento di Pubblica sicurezza. Resta comunque il divieto assoluto a spostarsi, senza eccezioni, per le persone sottoposte a quarantena o positive al coronavirus.

 

I controlli saranno eseguiti lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture dalla Polizia stradale e lungo la viabilità ordinaria anche dall'Arma dei carabinieri e dalle polizie locali. La Polizia ferroviaria curerà invece, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, su tutte le linee ferroviarie controlli su tutti i passeggeri in entrata e uscita dalle stazioni per eseguire le verifiche sullo stato di salute dei viaggiatori con i termoscanner. Anche in stazione, come ai posti di blocco lungo le strade, per andare incontro ai cittadini che non hanno il modulo la Polizia ferroviaria fa compilare le certificazioni anche al momento all'apposito desk di controllo.

Così come già avviato in precedenza, negli aeroporti saranno controllati i passeggeri in partenza e in arrivo e, anche in questo caso, sarà necessario esibire l'autocertificazione per muoversi dalle zone a contenimento rafforzato. Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza le autocertificazioni sono richieste solo per i residenti nelle "aree a contenimento rafforzato"; mentre in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio.

Come è punita la violazione delle norme
Il decreto stabilisce che chi viola le prescrizioni è punito con l'arresto fino a tre mesi e l'ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall'articolo 650 del codice penale sull'inosservanza di un provvedimento delle autorità. Ma pene più gravi possono essere comminate per chi adotterà comportamenti, come ad esempio la fuga dalla quarantena per i positivi, che possono configurare il reato di delitto colposo contro la salute pubblica, reato che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica.

Fonte La Repubblica del 9-3-2020

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Martedì, 10 Marzo 2020 06:45

Il DPCM 9/3/2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale. 

Il provvedimento estende le misure di cui all'art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In ultimo, è modificata la lettera d dell'art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive. 

Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

In allegato il testo del decreto.

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